MALEDETTI TRIKNUT
“Triknut, triknut, maledetti triknut”. Tutta la dignità del suo popolo fiero, ardito e combattivo se ne andava alla malora nel momento in cui le conquiste più importanti, che avrebbero garantito per mesi la sopravvivenza all'intero clan, palesavano la vergognosa superiorità della massa rispetto alla capacità umana, il limite ridicolo a cui tutti i popoli della terra erano sottoposti soggiacendo alla gravità terrestre, eternamente schiavi del peso. Questi carichi, destinati a divenire derrate alimentari e utilizzati in modi pressocché infiniti, erano impossibili da trasferire senza l’intervento di un numero sensazionale di giovani guerrieri, peraltro ben difficili da mettere d'accordo. Per questo avevano preso piede i dannatissimi triknut, di cui se non altro l'ambiente era stracolmo. Ma quale fatica comportava servirsene, quali macchinose lavorazioni per mondarli di ogni asimmetria adeguando alle proprie esigenze quell’espediente da donnicciole con il quale si era cos...